I limiti del 4/3

Tratto dall’articolo del direttore Nico Canoldi sul numero estivo di Fotografia Seria.

– Sensore troppo piccolo (derivato dalle limitazioni dello standard)
– Rumore alle alte sensibilità (qualità compromessa già a 100 ISO rispetto alle concorrenti)
– Impossibilità di costruire grandangoli (derivata dalle limitazioni dello standard e dal fattore di moltiplicazione 2x)
– Corpi macchina troppo piccoli (derivato dalle limitazioni dello standard)


– Piccole aziende nello standard (Olympus e Sanyo, poi Panasonic che si occupa principalmente di televisori e impianti stereo) con poca esperienza in campo fotografico
– Pochi obbiettivi in commercio
– Difficile reperibilità di ottiche e accessori
– Assistenza troppo costosa e lenta
– Impossibilità di costruire lenti con focale equivalente più lunga di 1000mm (derivata dalle limitazioni dello standard)
– Impossibilità di costruire lenti più luminose di f/2 (immagini troppo morbide)
– Impossibilità di adattare le lenti del sistema FD
– Nessuna grande innovazione portata dal sistema, semmai limiti portati dalle dimensioni del sensore
– Sistema di pulizia obsoleto (risalente al ’93) e ormai superato
– Stabilizzatore sul sensore (peggiora la qualità ottica delle lenti)
– Fattore di moltiplicazione 2x (che costringe a calcoli complicati prima dello scatto per ottenere la focale equivalente)
– Lentezza operativa (tempi di scatto raddoppiati con la funzione NR attivata di default)
– Maggiore costo delle lenti a causa della loro maggiore risolvenza (derivato dalle dimensioni del sensore)
– Non esiste un forum italiano di supporto
– Impossibilità di sfuocare (derivata dalle limitazioni dello standard)
– Pochi megapixel
– Live view non fedele nei colori
– Autofocus lento
– Autofocus che sgancia il soggetto
– Autofocus inutilizzabile al buio
– Spreco di carta in fase di stampa (a causa delle proporzioni fissate dallo standard)
– Spreco di inchiostro in fase di stampa
– Spreco di tempo in fase di stampa
– Le ottiche non si trovano nei negozi
– Niente autofocus montando vecchie ottiche manuali
– Mirino troppo piccolo (derivato dalle limitazioni dello standard)
– Mirino buio a f/8
– Nessun corpo macchina professionale
– Lenti troppo grosse e pesanti (vedi 300 f/2,8 e 90-250 f/2,8 )
– Lenti più costose rispetto alla concorrenza a parità di lunghezza focale
– Prospettive da grandangolo su un obbiettivo normale
– Fotocamere amatoriali poco solide e difficili da maneggiare (a causa delle limitazioni derivate dallo standard)
– Proporzioni del sensore non adatte alla fotografia
– Autofocus lento nelle macro
– Sui corpi macchina selezionabile solo l’inglese o il giapponese
– Troppi megapixel per un sensore così piccolo
– Raffica troppo breve (max 5fps)
– Rapporto fra i lati quasi quadrato, ma non quadrato quindi inutile
– Rapporto 4/3 ottenibile con meno sprechi anche croppando il 2/3
– Autofocus che non funziona a macchina spenta
– Nelle stampe si nota sempre una certa grana, ma ad alcuni può piacere
– Sistema chiuso, non ammette correzioni sulle premesse perché ormai le ottiche sono già state costruite

 

il direttore: Nico Canoldi

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